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Diogene a Tavola
blog nutrizionale a cura del
Prof.  Luca Piretta
con la collaborazione della
Dott.  Annalisa Pepicelli

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EDITORIALI

ACQUA E IDRATAZIONE

L’acqua rappresenta il nutriente principale dell’alimentazione umana; basti pensare che si colloca alla base della piramide alimentare della nostra Dieta mediterranea: primo cibo che non si mangia ma si beve! Sicuramente l’acqua è l’alimento maggiormente presente nella dieta quotidiana e lo troviamo non solo sotto forma di bevanda ma anche in abbondanza in molti alimenti, in particolare, in frutta e verdura dove può costituire fino al 95% dell’alimento stesso. Pertanto quando si considera la quantità di acqua da assumere giornalmente è importante tenere conto anche della sua presenza nei singoli alimenti. Inoltre Il 60% del nostro corpo è rappresentato dall’acqua e tutte le reazioni chimiche che si realizzano nelle nostre cellule ne hanno bisogno. L’acqua è anche il mezzo con il quale raffreddiamo il nostro corpo, attraverso il sudore e il vapore espirato. Quando fa molto caldo si perde più acqua per mantenere una corretta temperatura corporea e per questo è importante bere di più. Durante la stagione estiva dunque l’aumento dell’apporto idrico è fondamentale ed è consigliabile bere freddo perché la temperatura bassa accentua il senso di soddisfazione della sete, ma assolutamente bisogna evitare le bevande ghiacciate perché lo sbalzo di temperatura repentino può dare origine a congestione, diarrea e addirittura svenimento e arresto cardiaco.

 

La quantità di acqua da assumere al giorno si aggira intorno al litro e mezzo o due litri per fare fronte alle perdite quotidiane che avvengono attraverso l’emissione di urine, feci, sudore e respirazione. Queste perdite però possono variare moltissimo da individuo a individuo (per esempio un soggetto obeso tende a sudare di più di un soggetto magro), in base all’attività fisica e alle condizioni climatiche. La tipica domanda è: acqua minerale o acqua del rubinetto? Nella famiglia dell’acqua le differenze sono molte sia a livello organolettico che nutrizionale, ma non è del tutto corretto ridurre tutto solo alla differenza tra acqua del rubinetto e acqua minerale. Infatti esistono enormi differenze anche tra acque di rubinetto provenienti da falde acquifere diverse e trattate (per esempio con il cloro) e tra i vari tipi di acque minerali. Se proprio si vuole badare alla diversità, la differenza fondamentale è che le acque minerali hanno un’etichetta che ci illustra con precisione il contenuto di sali minerali e quindi può permetterne un uso terapeutico in alcuni casi ed evitare rischi in altri casi. Inoltre l’acqua minerale, se conservata adeguatamente, offre maggiori garanzie in termini di non contaminazione senza necessità di dover aggiungere sostanze disinfettanti come il cloro come invece avviene spesso per le acque potabili. Per garantire l’igienicità dell’acqua del rubinetto dovremmo avere certezza del non inquinamento della falda d’origine ed essere certi che la rete idrica sia sicura senza perdite né infiltrazioni.

 

Fondamentalmente, la differenza tra i vari tipi di acqua è determinata dalla presenza più o meno accentuata dei sali minerali. E’ quindi molto importante scegliere l’acqua giusta perché la necessità in minerali può essere molto diversa da individuo a individuo e per uno stesso individuo in differenti circostanze. Si vedano alcuni esempi. Se un individuo soffre di pressione alta (ipertensione) è importante che scelga un’acqua con poco sodio. Se soffre di osteoporosi bisogna scegliere un’acqua “dura” ossia contenente molti sali di calcio e magnesio ed utile anche per le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti. Se ci si deve reidratare dopo un’intensa attività sportiva prolungata, soprattutto d’estate, è meglio utilizzare acque ricche di sali minerali vale a dire con alto residuo fisso; se invece si soffre di ritenzione idrica come nel periodo mestruale, in gravidanza o in alcune patologie del fegato è preferibile un’acqua oligominerale.

 

Ecco allora che si arriva alla conclusione che qualunque acqua può essere considerata terapeutica, secondo le esigenze del soggetto. E’ sbagliato credere che un tipo di acqua sia da considerare sempre buona o mai buona. Dipende dalle circostanze. Un’acqua molto ricca di calcio (si definisce calcica quando la quantità di calcio supera i 150 mg/litro) può essere terapeutica per una persona anziana con osteoporosi ma può essere poco adatta o addirittura pericolosa se assunta con regolarità da chi soffre di calcoli renali. Un’acqua oligominerale e in particolare con poco sodio (iposodica) può essere considerata terapeutica per un soggetto iperteso o un soggetto cardiopatico ma può non essere adeguata per un atleta dopo una gara.

 

Altra domanda: cos’è il residuo fisso dell’acqua? Il residuo fisso è la quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua fatto evaporare a 180°C. sulla base del residuo fisso si definiscono e classificano le acqua minerali:

  1. Minimamente mineralizzate: residuo fisso inferiore a 50 milligrammi per litro

  2. Oligominerali: residuo fisso tra i 50 e i 500 milligrammi per litro

  3. Minerali: residuo fisso tra 500 e 1500 milligrammi per litro

  4. Altamente mineralizzate: residuo fisso oltre 1500 milligrammi per litro