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Diogene a Tavola
blog nutrizionale a cura del
Prof.  Luca Piretta
con la collaborazione della
Dott.  Annalisa Pepicelli

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EDITORIALI

EDUCAZIONE ALIMENTARE INFANTILE

Parlare di bambini vuol dire parlare sempre di educazione, cosi anche in ambito alimentare; per questo prima di sottoporre bambini e adolescenti ad autonome tecniche “familiari” di restrizione calorica e nutrizionale sarebbe opportuno che adulti prima e giovani dopo siano educati alla corretta alimentazione, dove il concetto di correttezza è sinonimo di bilanciamento calorico e nutrizionale, personalizzazione dietetica, stagionalità e variabilità alimentare. L'aumento del peso dei bambini ha portato ad una prevalenza del 36% (dati ISTAT) di bambini in sovrappeso intorno ai 10 anni.  E' importante considerare che i bambini in sovrappeso di oggi saranno gli adulti malati di domani. L'assenza di problematiche immediate porta ancora oggi a non dare il giusto "peso" al problema del sovrappeso infantile. E' noto purtroppo che il sovrappeso acquisito nell'età infantile e mantenuto fin dopo l'adolescenza è molto difficile da eliminare. E questo comporterà nel futuro di quel bambino un maggior rischio di malattie metaboliche (diabete in primis), cardiovascolari, tumorali, ortopediche e psicologiche e hanno davanti a se un'aspettativa di vita più breve (dai 3 ai 7 anni in meno). Quali le cause del problema? La cause sono molteplici e risulta in realtà inutile concentrare l’attenzione ogni volta su un solo aspetto del problema. È ben noto a tutti che i bambini si muovono poco, mangiano molto e prediligono cibi molto calorici, passano troppo tempo davanti alla tv e davanti al computer, ma allora perché non si promuove un cambio di rotta? Dobbiamo chiederci perchè nonostante siano tutti molto coscienti di ciò non ci sia stata un'inversione di tendenza all'aumento del sovrappeso e dell’obesità infantile.

 

Le campagne pubbliche volte alla lotta all'obesità, così come la maggior parte delle campagne sulla promozione della salute scarsamente portano a dei risultati tangibili. Pertanto quello che risulta prioritario fare attivamente è educare i genitori, le scuole e fin dove possibile i mass media, rendendoli tutti responsabili di educare i bambini ad una corretta alimentazione e trasmettere ai bambini informazioni e comportamenti giusti, semplici, efficaci, adeguati. L'educazione di queste figure dovrebbe passare attraverso alcuni punti:

  1. Far comprendere ai genitori e quindi ai loro figli quanto sia importante la prima colazione. Ci sono molti bambini che non fanno colazione al mattino e sebbene possa essere comprensibile che al mattino si possa non avere appetito, non lo è che i genitori assecondino questo atteggiamento e si limitino a raddoppiare la merendina dell'intervallo per compensare quello che non hanno mangiato a colazione. La colazione è importante perché rappresenta il pieno di benzina per la giornata, migliora il rendimento scolastico, riduce il nervosismo a scuola e riduce la sensazione di fame durante la giornata. La colazione deve fornire carboidrati complessi e pochi carboidrati semplici; meglio una fetta di pane tostato o meno oppure fette biscottate con il miele o la marmellata piuttosto di biscotti dolci confezionati. Nel caso non si possa fare a meno dei biscotti sarebbe consigliabile scegliere quelli integrali per ridurre la velocità di assorbimento degli zuccheri semplici. Come bevanda va bene il latte, anche quello intero (il risparmio calorico su una tazza di latte è trascurabile), o una spremuta di frutta (meglio del succo di frutta confezionato perchè così evitiamo zuccheri e dolcificanti) e l'ideale un frutto. Lo spuntino di metà mattina può essere anche un pezzo di pizza o un panino (di piccole dimensioni) o un frutto (utile la banana) o uno yogurt. Il consiglio è di evitare dolci e merendine confezionate, non solo per il maggiore apporto calorico ma per evitare additivi (conservanti, edulcoranti, ecc.) più o meno insalubri.

  2. Il pranzo dovrebbe essere a base di un piatto di pasta o riso o cereali in chicco ma che non superi la porzione di 80 grammi. Il condimento ideale è il sugo possibilmente a base di pomodoro anche con l'aggiunta di verdure di ogni tipologia e con olio extravergine di oliva in quantità moderata e solo una o due volte a settimana un sugo più ricco ed elaborato. Successivamente sarebbe consigliabile un secondo di medie quantità con contorno di verdure e/o ortaggi cotti e/o crudi e obbligatoria una porzione di frutta. Relativamente alle porzioni e alla preparazione delle pietanze andrebbero educate adeguatamente le scuole. Mentre andrebbero educati i genitori a leggere le etichette e a comprenderle per imparare a fare la spesa e a scegliere in modo consapevole gli alimenti già al supermercato.

  3. L’attività fisica deve essere un elemento cardine dell'educazione. Non si intendono solo attività motorie strutturate quali corsi di nuoto, danza, calcio e cosi via ma è fondamentale promuovere le attività ludiche con movimento sia in compagna della famiglia che del gruppo dei pari. Sostituire il videogioco e il divano con passeggiate e corse al parco sarebbe una vera rivoluzione. In questo caso i genitori devono dare l'esempio sia per l'alimentazione che per l'attività fisica. Ogni insegnamento viene vanificato se poi il genitore mangia male davanti al figlio o passa la domenica davanti alla tv.

  4. Infine è importante insegnare al bambino che non tutto ciò che viene promosso dalla pubblicità e dalla televisione è un bene così come neanche che tutto è male. Quindi bisogna imparare a riconoscere e scegliere. Ogni tanto qualche eccezione anche di cibi o comportamenti non francamente salutari può e deve essere tollerato, compresa l'eccezionalità dell'evento.

 

Ecco allora che educare significa soprattutto conoscere, scegliere e sapere dire di no, anche se questo può comportare conflitti e contrasti e richiedere ovviamente tempo e pazienza. Attenzione a non dare al bambino ciò che chiede solo perchè non si ha voglia di discutere o perchè ci si deve far perdonare per assenze o mancanze. Il tempo da dedicare ai nostri bambini è prezioso per noi e per loro per garantire una condizione di salute tanto fisica quanto psicologica e affettivo-relazionale.