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Diogene a Tavola
blog nutrizionale a cura del
Prof.  Luca Piretta
con la collaborazione della
Dott.  Annalisa Pepicelli

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© 2019 by Nutrisalute Srls

EDITORIALI

Gli alimenti funzionali

L'EDITORIALE 23.09.2019

Alimento funzionale è sinonimo di alimentazione intelligente e consapevole non più mirata solo al soddisfacimento di necessità nutrizionali ed edonistiche legate all’assunzione alimentare, ma protesa e finalizzata alla salute complessiva psicofisica del nostro organismo

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Educazione alimentare infantile

L'EDITORIALE 02.09.2019

Parlare di bambini vuol dire parlare sempre di educazione, cosi anche in ambito alimentare. Nella lotta al sovrappeso e all'obesità infantile diamo allora "peso" al problema.

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Timing dei pasti

L'EDITORIALE 12.08.2019

Rispetto del corretto timing dei pasti: è la strategia nutrizionale del futuro? La vita sulla terra è ritmata da fenomeni ciclici, stagionali e giornalieri. L’alternanza luce-oscurità svolge un ruolo determinante nel dettare numerosi eventi della vita vegetale, animale o umana

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Glutine e pasta

L'EDITORIALE 22.07.2019

Celiachia e gluten sensitivity si leggono ovunque; alimenti con il glutine e alimenti senza glutine sono in perenne confronto. La dieta gluten free è  valida per la salute di tutta la popolazione e per la perdita di peso nella lotta all'obesità?

La scienza dice no.

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Acqua e idratazione

L'EDITORIALE 11.07.2019

L’acqua rappresenta il nutriente principale dell’alimentazione umana; basti pensare che si colloca alla base della piramide alimentare della nostra Dieta mediterranea: primo cibo che non si mangia ma si beve! Il 60% del nostro organismo è costituito d'acqua.

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La Prima Colazione

L'EDITORIALE 12.06.2019

Purché diventi priorità, ad ognuno la sua colazione preferita. Che sia glucidica con dominanza dei carboidrati sulle proteine o che sia proteica con dominanza delle proteine sui carboidrati, la colazione rimane il pasto chiave della nostra giornata alimentare.

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GLI ALIMENTI FUNZIONALI

Parlare di alimenti funzionali, oggi, significa parlare di un’alimentazione intelligente e consapevole non più mirata solo al soddisfacimento di necessità nutrizionali ed edonistiche legate all’assunzione alimentare, ma protesa e finalizzata alla salute complessiva psicofisica del nostro organismo. Ma cosa sono e quali sono gli alimenti funzionali?  Secondo l’European Consensus on developing health claims legislation on functional foods (1999), ossia il consenso europeo sullo sviluppo della legislazione in merito alle etichette nutrizionali dei cibi funzionali, la definizione di alimento funzionale è la seguente: si definisce alimento funzionale quell’alimento che, al di là delle sue proprietà nutrizionali, ha dimostrato in modo scientifico di possedere la capacità di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche dell’organismo, contribuendo a preservare o migliorare lo stato di salute e di benessere e/o a ridurre il rischio di insorgenza di malattie correlate al regime alimentare. Gli alimenti funzionali devono essere alimenti tradizionali rientranti nella normale alimentazione quotidiana; pertanto sono esclusi gli integratori, i cibi fortificati o supplementati con la funzione di compensare una carenza nutrizionale cosi come i cibi dietetici indicati per pazienti affetti da patologie. I componenti che rendono funzionale un alimento possono essere nutrienti o meno, possono essere naturalmente presenti nell’alimento stesso o messi in condizione di maggiore biodisponibilità. Ecco allora alcuni esempi di alimenti funzionali naturali che andiamo ad analizzare singolarmente:

  • Alimenti contenenti prebiotici (fibre alimentari, aglio, cipolla)

  • Alimenti contenenti probiotici (yogurt)

  • Alimenti contenenti omega 3 (pesce, noci, olii vegetali)

  • Soia

  • Pomodoro

 

I prebiotici sono componenti alimentari non digeribili che influenzano l’ospite in modo benefico promuovendo selettivamente la crescita e/o l’attività di una o poche specie batteriche già presenti nel colon nel tentativo di migliorare la salute dell’ospite stesso. Per essere definiti prebiotici tali componenti non devono essere digeriti e/o assorbiti nel tratto superiore dell’apparato digerente; devono costituire un substrato selettivo per un numero ristretto di specie batteriche benefiche commensali del colon (bifidobatteri e lattobacilli); devono essere in grado di modificare la microflora intestinale favorendo una composizione salutare; in definitiva devono indurre effetti benefici per la salute dell’ospite. Sono rappresentati da alcune tipologia di fibra alimentare (FOS: fruttoligosaccaridi e inulina), ossia catene di glucosio e fruttosio unite da legami non digeribili dagli enzimi umani ma solo da quelli batterici. Tale prebiotici si trovano in legumi, aglio, cipolla e alcune verdure quali cicoria, carciofi, asparagi e radicchio.

 

I probiotici sono microrganismi vivi, di origine umana, che grazie alle loro capacità di essere resistenti all’acido gastrico e alla bile, di aderire alle cellule, di produrre sostanze battericide (dette batteriocine) e di colonizzare l’intestino possono modulare l’equilibrio della flora batterica intestinale e potenziare le difese immunitarie stimolando l’attività del tessuto linfatico intestinale (GALT). Insieme ai prebiotici danno origine ai simbiotici. Sono costituiti da lattobacilli (acidophilus, casei, bulgaricus), bifidobatteri, bacillus subtilis, enterococco, streptococco thermophilus e lieviti (saccharomices cerevisiae). Gli effetti benefici dei probiotici sono stati e sono tuttora studiati; dati raccolti ne sottolineano l’effetto benefico in caso di IBS (sindrome da intestino irritabile), in caso di dermatite atopica, rettocolite ulcerosa, stimolazione delle difese immunitarie e riduzione degli stati influenzali nei bambini.

 

Gli omega 3 sono acidi grassi polinsaturi rappresentati da acido linolenico presente principalmente in semi vegetali oleosi e noci e dai derivati dell’acido linolenico ossia EPA e DHA presenti abbondantemente nel pesce.  Gli omega 3 sono coinvolti in alcune importanti funzioni cliniche quali riduzione del colesterolo LDL cosiddetto cattivo (azione condivisa con gli acidi grassi omega 6); azione antiaggregante, antiinfiammatoria, antiproliferativa e antiaritmica; miglioramento della funzione delle membrane neuronali ritardando i deficit cognitivi tipici in caso di demenza.

 

La soia appartiene alla famiglia delle leguminose, e negli ultimi anni è entrata sempre più a far parte della nostra alimentazione. Può essere consumata in vari modi, i più utilizzati sono la farina di soia (da cui si ottengono pasta, pane e prodotti da forno insieme alla farina di frumento o altri cereali), il latte di soia (ottenuto dalla macerazione in acqua dei semi di soia), l’olio di soia, il tofu (formaggio ottenuto dalla coagulazione del latte di soia), lo yogurt e il gelato a base di soia. Alcuni studi hanno messo in relazione il consumo di tale leguminosa con una minor incidenza di malattie cardiovascolari e tumore della prostata e del seno. Perché la soia è considerata un alimento funzionale? Tale importante definizione è legata alla presenza di alcuni flavonoidi che sono gli isoflavoni. I più attivi sono la genisteina, la diadzeina e il suo metabolita equolo derivante dalla metabolizzazione ad opera della flora batterica intestinale. Non tutti gli individui hanno la capacità di produrlo e questo può spiegare la grande diversità di effetti osservata tra gli individui che consumano la soia. Gli isoflavoni sono flavonoidi che funzionano come fitoestrogeni, pertanto:

  • Agiscono sui recettori estrogenici con minore efficacia

  • Riducono l’effetto tumore-stimolante in età genitale attiva (mammella)

  • Aumentano l’effetto estrogenico in menopausa con maggiore protezione verso le patologie cardiovascolari e l’osteoporosi oltre ad attenuare i sintomi tipici del periodo menopausale

  • Nell’uomo antagonizzano l’effetto del testosterone proteggendo dal tumore prostatico

 

Anche il pomodoro è considerato un alimento funzionale grazie alla presenza del licopene, appartenente alla famiglia dei carotenoidi. La funzione di questi ultimi è quella di proteggere il vegetale dal danno provocato dall’eccessiva esposizione dei raggi solari; questa stessa azione è presente anche nel corpo umano e offre una protezione dal danno ossidativo radiante. Quali le funzioni specifiche del licopene? Il licopene riduce i livelli di colesterolo LDL (cattivo) circolante nel sangue e riduce la capacità dello stesso colesterolo di ossidarsi ostacolando il primo passaggio fondamentale della formazione della placca arteriosclerotica. Sempre grazie all’effetto protettivo dal danno ossidativo, svolge un ruolo preventivo nella comparsa di vari tipi di tumore (prostata, esofago, collo uterino). Questi effetti benefici vengono potenziati, nel pomodoro, dalla presenza di altre sostanze quali i flavonoidi, polifenoli anche loro caratterizzati da una spiccata azione antiossidante. Il licopene rappresenta un’eccezione in merito alla biodisponibilità connessa alla cottura. A differenza di quanto accade per altre sostanze e vitamine contenute nei vegetali, non solo non viene distrutto dalla cottura, ma questa ne facilita la biodisponibilità (ottima dunque la salsa di pomodoro); inoltre essendo liposolubile la presenza concomitante di olio e parmigiano ne migliora l’assorbimento. Perfetto dunque il classico piatto di spaghetti al pomodoro con olio e parmigiano come suggerisce il nostro modello alimentare mediterraneo!