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Il digiuno


Nel periodo estivo, quando l’attenzione per il proprio “peso-forma” aumenta e si riduce il tempo disponibile per prepararsi alla “prova costume”, il ricorso al “digiuno o semi-digiuno” cresce. E’ importante definire bene i termini. Una dieta da 500-600 calorie non può essere definita digiuno ma dieta fortemente ipocalorica. Questa differenziazione è importante perché si può pensare che la dieta del digiuno intermittente o dieta 5:2 (per 5 giorni alla settimana si mangia quello che si vuole mentre negli altri 2 la quota calorica si riduce a 500 kcal per le donne e 600 kcal per gli uomini) sia una dieta che obblighi al digiuno vero per due volte a settimana.


Gli studi

Sono stati effettuati molti studi sulle diete del digiuno anche prima la moda facesse da padrona. In letteratura se ne trovano alcuni che valutano i risultati metabolici del digiuno seguito nei periodi del ramadan. Bisogna considerare che nel periodo del ramadan il periodo del digiuno è limitato all'orario diurno (di notte si consumano due pasti normali) e quindi possiamo, per analogia, considerare che tutti noi seguiamo la dieta del digiuno se consideriamo una media di 8 – 10 ore di digiuno vero corrispondente al periodo notturno. Altre evidenze dimostrano che tra un gruppo di donne in menopausa che hanno seguito regimi ipocalorici continui o intermittenti non esiste differenza a distanza di un anno in termini di composizione corporea, profilo metabolico, livello di glicemia, livello di trigliceridi e calo ponderale.


La teoria dell’adattamento metabolico

La teoria dell’adattamento metabolico prevede che quando si perde peso diminuisce la capacità di ossidazione dal grasso mentre quando si aumenta di peso anche questa capacità aumenta. Allo stesso tempo individui con ridotta capacità di ossidare i grassi aumentano di peso mentre chi ha una elevata capacità di farlo perde peso. Questo adattamento metabolico è molto variabile da individuo a individuo come risulta da numerosi studi di iperalimentazione o ipoalimentazione. Sicuramente variare l’apporto calorico in tempi alternati nel breve periodo può rappresentare una ginnastica metabolica importante per confondere questo adattamento metabolico e quindi, nello specifico, favorire la perdita di peso. Al contrario alternare lunghi periodi di diete ipocaloriche con altri normo o ipercalorici può condurre l’organismo a difendersi prima e meglio dalle diete ipocaloriche e questo spiega il meccanismo dell’effetto yo-yo nel quale chi ha seguito tanti periodi prolungati di diete restrittive trova sempre maggiore difficoltà a perdere peso.


Poniamoci un quesito
E’ necessario sottoporre il paziente a un’alternanza dieta libera/digiuno (o dieta molto restrittiva) invece di sfruttare le conoscenze in merito per calibrare una dieta ipocalorica variabile in termini di calorie ma che eviti lo stress ossidativo? Lo stress ossidativo (pro-infiammatorio) può essere accentuato dai giorni di dieta libera in cui il paziente probabilmente mangia male e molto per poi compensare con un digiuno altrettanto stressante sia per le difficoltà di prestazione fisiche e psichiche (come dimostrano gli studi relativi a coloro che saltano anche solo la prima colazione) sia per le difficoltà psicologiche e sociali.


Ricordiamo sempre che non importa solo il calo di peso come misura di un sano calo ponderale e che la necessità di calare di peso a qualunque costo, applicando specifiche metodiche dietologiche, è valida solo per le grandi obesità (BMI>40). In tutte le altre situazioni, ossia la stragrande maggioranza delle persone che seguono diete, il vantaggio di un calo ponderale si ha solo se si garantisce l’apporto di alimenti sani in giuste proporzioni, con le dovute modalità e in modo duraturo nel tempo; in altre parole se si effettua un percorso di educazione alimentare. E su questo la letteratura mondiale afferma a gran voce che gli unici studi sull'uomo che offrono risultati a lungo termine sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari, tumorali e neuro degenerative sono relativi alla dieta mediterranea.

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Diogene a Tavola
blog nutrizionale a cura del
Prof.  Luca Piretta
con la collaborazione della
Dott.  Annalisa Pepicelli

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