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Una tazzina di caffè


Da soli o in compagnia il caffè è, per molti, un momento di piacere e benessere; una coccola da dedicare a se stessi. Scopriamone allora le caratteristiche nutrizionali da una prospettiva scientifica grazie al gruppo di studio FO.S.A.N. (fondazione per lo studio degli alimenti e della nutrizione) che ha raccolto un vasto insieme di studi e meta analisi sulla bevanda “caffè”. Il caffè, insieme al tè e al cioccolato, appartiene a quelle sostanze cosiddette “nervine”; ed è un composto di oltre 4000 sostanze delle quali poche sono state studiate a fondo come la caffeina.


Il caffè fa bene o fa male alla salute? Caffeina ma non solo…

La risposta ha da sempre creato dibattiti che necessitano di una premessa: caffè non è sinonimo di caffeina, che rappresenta solo una delle componenti bioattive del caffè. Con certezza la scienza afferma che coloro che devono limitare l’assunzione di caffeina e quindi di caffè (non decaffeinato) e altre bevande, alimenti e farmaci che la contengono, sono i cosiddetti metabolizzatori lenti; quindi i bambini, le donne in stato di gravidanza e allattamento, i soggetti affetti da cirrosi epatica e anche coloro che soffrono di gastrite, ulcera gastrica e reflusso gastro esofageo poiché la caffeina riduce la pressione dello sfintere esofageo inferiore. Attenzione anche per coloro che soffrono di tremori, insonnia e nervosismo, soprattutto se sono consumatori occasionali e non abituali di caffè.

La maggior parte dei benefici del caffè dipendono, invece, non solo dalla caffeina ma, più probabilmente, da altre sostate bioattive presenti nel caffè (ad es. i polifenoli). Alla caffeina si deve la riduzione della sensazione di fatica, quindi l’aumento dell’attenzione e della vigilanza, l’aumento delle capacità digestive e della peristalsi intestinale, quindi la riduzione della stipsi e alcuni effetti anti-infiammatori. Alle altre componenti bioattive del caffè si devono effetti benefici in relazione alle malattie cardiovascolari (infarto del miocardio e ictus), al diabete mellito di tipo 2, ad alcuni tumori (cavo orale, fegato, endometrio e colon-retto). Infine, il gruppo di studio FO.S.A.N. ha analizzato studi che sottolineano come il caffè possa avere un ruolo preventivo per quanto concerne le demenze quindi malattia di Alzheimer e Parkinson.


Caffè: cuore e fegato

Gli studi più contrastanti in merito al caffè riguardano in particolare il rischio di ictus e di tumore epatico. Parlando di ictus gli studi suggeriscono che il caffè non ne aumenta il rischio anzi, a dosi moderate, sembra avere un ruolo protettivo. Questo emerge, però, nei consumatori abituali di caffè poiché altri studi dimostrano che in coloro che sono consumatori occasionali di caffè, nella prima ora successiva all’assunzione della bevanda il rischio di ictus può leggermente aumentare. Parlando di tumore al fegato gli studi suggeriscono un rapporto di proporzionalità inversa tra consumo di caffè e cancro epatico, terza causa di morte per tumore a livello mondiale dopo le neoplasie polmonari e gastrointestinali. Tale relazione inversa è legata alle proprietà antiossidanti del caffè e all'azione di due molecole (Cafeolo e Cafestolo) agenti bloccanti su sostanze tossiche e cancerogene per il fegato.


Caffè: ossa e vescica

Nelle persone sane, un consumo moderato di caffè non solo non presenta rischi per le neoplasie ma ha un ruolo protettivo. L’unico tumore per il quale potrebbe esserci un aumentato rischio successivo all'assunzione della bevanda è il tumore della vescica, anche se i risultati scientifici non sono ancora definitivi. Nota è invece l’azione della caffeina sul metabolismo osseo del calcio. La caffeina, a dosi elevate, stimola il rilascio di calcio dalle ossa e questo effetto rappresenta un aumentato rischio di osteoporosi.



Quanto caffè al giorno?


La comunità scientifica concorda sulla quantità di caffeina che può essere introdotta in un giorno, indicando 300 mg/giorno di caffeina per l'individuo adulto, corrispondente a 3-4 tazzine di caffè. Questa la dose di caffè sufficiente perché una persona sana possa apprezzarne non solo la qualità ma possa godere anche dei suoi effetti benefici e, talvolta, preventivi.
Mentre vi siete dedicati alla lettura dell'articolo, è arrivata la voglia di un caffè?!


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Diogene a Tavola
blog nutrizionale a cura del
Prof.  Luca Piretta
con la collaborazione della
Dott.  Annalisa Pepicelli

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